Ecco gli abusivi dai canoni stracciati: «Da 14 anni pago 100 euro al mese»
18 Ottobre 2007 (ilgiornale.it)
«Sì, io pago circa 300 euro ogni tre mesi» dichiara tranquillamente un anziano signore, al rientro dalla passeggiata. «Io non mi ricordo bene - confessa una signora - è mia figlia a tenere i conti. Comunque mi sembra che noi si paghi sui settecento euro». All'anno. Ma lascia ancor più perplessi ciò che dichiara Emanuela: «Anche io pago 300 euro ogni tre mesi». Per l'affitto? «No, per l'occupazione abusiva». Scoppiato lo scandalo «Affittopoli 2007», siamo andati a verificare casa per casa cosa è realmente contenuto negli elenchi dati alla stampa dal Comune. Nella ricerca siamo incappati in una realtà particolare, via Solari, numero 40. Qui non vivono gli amici di qualche pezzo grosso di Palazzo Marino, ma normalissime famiglie milanesi. «Andate in centro per trovare gli scandali. Qui l'unico scandalo è come il Comune gestisce questo quartiere, che ha peraltro un importante valore storico. Qui troverete famiglie che sanno di essere fortunate nel pagare un affitto così basso, che allo stesso tempo sarebbero ben disposte a pagare un canone più alto, se pur ottenessero dal Comune i servizi minimi». A parlare Debora Padovani, portavoce del comitato degli inquilini del «Primo quartiere Umanitaria». Quello di via Solari può essere visto in effetti come un prezioso reperto di archeologia industriale e sociale. Nato nel 1903 ad opera dell'architetto Giovanni Broglio - è per questo un sito tutelato dal provveditorato delle Belle Arti - il quartiere Umanitaria è stato il primo complesso di case popolari di Milano. Ma di via Solari 40 sembra che il Comune preferisca non occuparsi, che in tutti questi anni - dal 1983, anno di acquisizione dello stabile - abbia cercato di dimenticarsene: non alzando gli affitti - misura che gli stessi affittuari propongono -, ma allo stesso tempo non occupandosi della manutenzione dei palazzi. Ma l'aspetto più sconcertante della storia del numero 40 di via Solari, è che oltre agli affitti bassi, ci sono anche le occupazioni a prezzo basso. «Quando occupai il mio appartamento - continua Emanuela - dopo qualche mese sono andata a denunciare il fatto al Comune. Un funzionario mi ha detto che dovevo pagare circa 100 euro al mese per restare lì, come Indennità di occupazione senza titolo. Mi disse che era una cosa temporanea, che non potevo restare lì per sempre». Da quanto si trova lì? «Ormai sono 14 anni».
Umanitaria, a pezzi il quartiere modello
VENERDÌ, 09 NOVEMBRE 2007
Pagina V - Milano (Repubblica)
Un comitato delle case di via Solari 40
Umanitaria, a pezzi il quartiere modello
il comune L´assessore Verga: dal prossimo anno valorizzeremo la zona come spazio abitativo e di aperturaal sociale
i residenti Cadono i cornicioni, cortili bui, le fognature che perdono, la bocciofila è una discarica
LAURA BELLOMI
Era nato come quartiere operaio modello, il primo di Milano, ma a oltre cento anni dall´arrivo degli inquilini, le case di via Solari 40 non sono più "le dimore comode e sane" ideate dal fondatore della Società Umanitaria,
Prospero Moisè Loira. Gronde e cornicioni pericolanti, infiltrazioni d´acqua, soffitte invase da zecche e guano, gli stabili non hanno più niente a che vedere con le condizioni abitative che avrebbero dovuto «favorire l´elevazione mentale e morale degli operai». Undicimila metri quadrati di terreno, duecento appartamenti di cui centoquaranta regolarmente abitati, una trentina non agibili e altrettanti occupati, il tutto distribuito in due lotti. A fare del quartiere un vero gioiello di architettura e di housing sociale, fu il lavoro di Giovanni Broglio, "l´architetto dei poveri" poi medaglia d´oro del Comune: ogni appartamento con il bagno, il condotto dell´immondizia, l´acqua potabile e il balcone. Ma dagli anni Ottanta, quando Umanitaria e Cooperativa inquilini hanno ceduto la proprietà e la gestione degli immobili al Comune, i lavori di ristrutturazione non sono stati moltissimi. Fra il 2001 e il 2002 sono state rimesse a posto tre palazzine, poi seguite da altre quattro del lotto est. Ma si è trattato di sola manutenzione esterna, alle facciate. Altre volte poi, lavori non accurati hanno causato addirittura danni. «Nel 2002 ad esempio, rimettendo a posto le tubature sono state danneggiate le fondamenta: il risultato è che adesso l´ingresso nel mio appartamento è fuori asse, non è ancora percolante ma la crepa già c´è», dice Debora Padovani del Comitato inquilini primo quartiere Umanitaria.
E ancora il cortile, che una volta ospitava i servizi per i residenti, dalla Casa dei Bambini in cui si applicava il metodo Montessori alla Biblioteca popolare, dalla sala riunioni al campo da bocce, adesso quando piove si trasforma in un grande pantano. Eppure, prima dell´ultima ristrutturazione era lastricato di ciottolato lombardo. Rimosso e poi mai più ripristinato.
Dal Comune fanno sapere che i fondi per la ristrutturazione, quasi diciassette milioni di euro, sono stati stanziati nel programma delle opere pubbliche del prossimo triennio. «Come comitato chiediamo però che alla manutenzione straordinaria venga affiancata, in tempi rapidi, quella ordinaria - continuano gli inquilini - il cortile è al buio, i marciapiedi sono pieni di buchi, le fognature perdono e un camion dei pompieri non potrebbe mai arrivare fino alle case». Giovanni Verga, assessore alla casa, assicura: «Si partirà nel 2008, valorizzeremo il quartiere come spazio abitativo e di apertura al sociale». Intanto però, all´Arci che ha sede nel cortile non è sotto rinnovato il contratto e la bocciofila è diventata una discarica. Fra le erbacce e i rifiuti spuntano ancora rullo e segnapunti.