A Milano, in Via Solari 40 si trova il “1° Quartiere Umanitaria” sorto all’inizio del secolo scorso: per la precisione nel 1906, centodue anni fa.
Il Quartiere, come all’atto della sua fondazione, ancora oggi, si presenta come una piccola cittadella per valorizzare la socialità delle famiglie proletarie che, fin dall’inizio del secolo, iniziavano ad abitarlo e a viverlo. Al suo interno, vi erano diversi spazi pubblici: una scuola materna, la ludoteca, la Società Escursionistica Solari, i sindacati e le sezioni di partito. Il quartiere ha mantenuto questa caratteristica fino alla seconda metà degli anni Ottanta, poi, da quando è passato sotto la gestione del demanio milanese, è iniziato un progressivo inarrestabile degrado. Degrado a cui pare si voglia porre freno con un progetto finanziato da Palazzo Marino e dal Governo in carica. Se tutto dovesse andare come anticipato, nei prossimi mesi, dovrebbero iniziare i lavori di sistemazione la cui conclusione è prevista nel 2011. Tutto bene allora? Non proprio. Purtroppo i fatti non stanno così. Per due ordini di problemi. Il primo riguarda coloro che abusivamente hanno occupato appartamenti (anche di solo poco più di 30 mq). Scelta, è bene sottolinearlo, dettata dalla permanenza in stato di assoluta necessità e di fronte al fatto che il demanio non procedeva all’assegnazione delle case del Quartiere, allorché fossero tornate libere. Il secondo, fa riferimento a tutte quelle norme approvate dalla Regione Lombardia recentemente, che riscrivono i requisiti per aver diritto ad un alloggio pubblico. Tali requisiti, se confermati, metterebbero letteralmente sulla strada persone con redditi comunque non compatibili con le leggi di mercato.
Per fare fronte a tutto questo, la maggioranza degli inquilini del quartiere ha eletto un comitato che li rappresenti in questa complessa situazione. Ora, è evidente a tutti che questa rappresentanza diventa sterile se le forze sociali e quelle politiche si dovessero estraniare dal gestire le problematiche qui descritte.
In Via Solari, nei prossimi mesi, si gioca una partita che, come si diceva, può incidere in modo irreversibile sui destini di molte persone. Qui, una casa, ancora oggi, c’è. Non va inventata. Prima di mettere qualcuno sulla strada occorre avere motivi validi. La priorità dovrebbe essere quella di non allargare l’area dell’indigenza urbana.
In questi giorni, in Via Solari sono arrivati i primi sfratti e, da quello che si dice, entro la fine del mese dovrebbe intervenire la forza pubblica. In merito agli sfratti degli abusivi la posizione del Comitato è precisa. Chi ha i requisiti per abitare un alloggio pubblico va regolarizzato: perchè se così non fosse si aggiungerebbe problema a problema, ponendo quelle famiglie in condizioni di disagio sociale. Inoltre, va considerato che costoro hanno occupato case sfitte che il demanio non assegnava e, ad essere onesti, queste occupazioni hanno in parte frenato il degrado del quartiere. Tra l’altro in Via Solari il problema della legalità non è mai stato all’ordine del giorno.
Pensiamo che “la politica”, intesa come “gestione della Polis”, quindi della città e dei suoi reali problemi, debba occuparsi di questo, non solo nei luoghi istituzionali ma anche sul campo, tra le persone in carne e ossa. Crediamo debba tornare a guardare in faccia coloro che da lì a poco potrebbero, di fatto, essere messi sulla strada.
Promuovere e condividere le lotte sociali dovrebbe essere nel dna della sinistra e oggi potrebbe essere un modo per riformare il suo modo di fare politica. Sarebbe l’occasione per far sentire le persone meno sole, ma anche per promuovere quella soggettività, senza la quale, la politica diventa autoreferenziale.
Non chiediamo di “lasciare il palazzo” (anche se andrebbe presa in considerazione se non altro per ritornarci con maggiore forza di quella attuale), ma di portarvi dentro le questioni vere, le istanze, le richieste, le domande di quei cittadini senza cittadinanza. Cioè quella mobilità sociale che la sinistra dovrebbe promuovere, cogliendola come opportunità, e non solo rincorrere o peggio, come talora accade, subire.
Nota dell’ultima ora: lunedì doveva esserci l’incontro con il demanio, richiesto dal Comitato già mesi addietro. Invece non si farà e non è stata fissata neanche un’altra data. Non vorremmo che si facesse dopo i primi sfratti manu militari. Da questa scelta si percepisce anche la sensibilità dell’Ente.
Mario Gaeta Comitato Inquilini 1° Quartiere Umanitaria